IL FUMO DEL TABACCO



Il fumo del tabacco causa dei danni dovuti al catrame in esso contenuto e all’intossicazione con nicotina. Il catrame (3,4 benzopirene) quando è inalato profondamente può attaccare principalmente le vie respiratorie, mentre la nicotina può colpire i vasi sanguigni ed il cuore a mezzo del torrente circolatorio.
Il fumare può portare ad aumento delle possibilità individuali di contrarre il cancro dei polmoni, bronchiti (infezione dei bronchi) e malattie del cuore e del sistema circolatorio.

Dalle statistiche risulta che i fumatori vivono una vita più breve dei non fumatori e che i forti fumatori vivono alcuni anni in meno dei fumatori occasionali.

 

polmoni di un fumatore

Quelle persone che fumano solo sigari o la pipa hanno una percentuale di mortalità che è solo leggermente più alta dei non fumatori. Sono state osservate anche alcune differenze tra i forti e i leggeri fumatori di pipa e sigari. Coloro che fumano poco e che non inalano il fumo, possono essere paragonati ai non fumatori; la mortalità di chi fuma solo alcune sigarette al giorno è inferiore a quella di chi fuma ed inala 10 o 20 sigarette o di chi fuma la pipa diverse volte al giorno. E’ molto interessante, inoltre, considerare le statistiche ricavate dalle ricerche di questi ultimi anni su questo argomento.

I rischi sono maggiori per quelle persone che iniziano a fumare molto presto. Il rapporto tra le morti su 1000 persone di sesso maschile di un età compresa tra i 35 e i 44 anni ,è di 2,1 per i non fumatori di 5,5 per i fumatori di 40 o più sigarette al giorno. Cosi ne consegue che la mortalità per questo gruppo di forti fumatori è di 2 volte e mezzo maggiore. Per i maschi compresi nel gruppo di età fra i 65 ed i 74 anni ,la percentuale di mortalità è di 32 per i non fumatori e di 56 per i forti fumatori. Si sono fatte anche delle ricerche sugli effetti della rinuncia al fumo.
Le ricerche hanno mostrato che quando una persona smette di fumare la frequenza di mortalità ,parlando di differenza con i non fumatori, diminuisce lentamente fino a scomparire nell’arco di 10 anni. La diminuzione nella frequenza di mortalità per quelle persone che hanno smesso di fumare può essere ritenuta valida per tutti i gruppi di età. Il fumare sigarette non solo aumenta le possibilità individuali di morire prima, ma può comportare uno stato cronico di salute cattiva.
Per esempio, mentre molti pazienti recuperano completamente dopo un attacco cardiaco, vi sono degli individui che rimangono invalidi; è specialmente in quest’ultimo gruppo che si ritrovano i forti fumatori. E’ stata compiuta una estesa analisi delle conseguenze del fumo ,prendendo in considerazione le numerose malattie che possono essere causate dal fumo del tabacco. Le componenti del fumo, che sono di importanza medica, possono essere suddivise in quattro gruppi: Cancerogeni: prodotti come il 3,4 benzopirene contenuti nel fumo delle sigarette producono il cancro in alcuni animali usati come test di laboratorio. Sostanze irritanti: stimolano la secrezione di muco lungo tutto l’albero bronchiale e in molti casi impediscono il lavoro delle ciglia nelle vie aeree bronchiali. Nicotina: è una sostanza che può colpire il cuore o direttamente o per mezzo dell’attività del sistema nervoso. Monossido di carbonio ed altri gas. E’ noto che il monossido di carbonio può prendere il posto dell’ossigeno nei globuli rossi ed in tale maniera può influenzare in modo negativo il trasporto dell’ossigeno nel sangue. Le più importanti malattie che possono essere provocate dal fumo sono: Il cancro polmonare ; la bronchite; l’enfisema (distruzione delle pareti degli alveoli polmonari).

 

CANCRO POLMONARE.

polmoni di un fumatore a confronto

Negli anni recenti vi è stato un aumento senza posa su scala mondiale del numero delle morti dovute a cancro polmonare, nonostante le numerose osservazioni, provenienti da varie fonti, che mettevano in guardia contro il fumo. Molti paesi hanno creato dei comitati allo scopo di studiare questo fenomeno e questi gruppi di studio in generale hanno concluso che la morte dovuta a cancro polmonare deve essere quasi interamente ascritta al fumo delle sigarette. Comunque, variazioni nell’abitudine di fumare ,l’età e l’inalare o meno il fumo, sono tutti fattori che ricoprono una certa importanza. Le conclusioni, tratte da un’approfondita analisi americana, furono che la mortalità dovuta a cancro polmonare, negli uomini che avevano iniziato a fumare dopo il quindicesimo anno di età, e la possibilità di contrarre il cancro nei polmoni aumentano in quegli individui che respirano profondamente il fumo di sigaretta anche quando è quasi finita; e in quegli individui che fumano sigarette “King Size” , dal momento che il tempo necessario per fumare una sigaretta è decisamente allungato.

 

MALATTIE BRONCHIALI.

bronchi da fumatore

Oltre al cancro dei polmoni, il fumo può anche produrre altri effetti dannosi, come la bronchite e la distruzione degli alveoli polmonari. La prima manifestazione di bronchite cronica che si instaura gradualmente è la tosse espettorato mucoso. Frequentemente questi sintomi vengono identificati come tosse da fumatori e sfortunatamente sono considerati da molti fumatori come normali. La malattia è grave e causa di una progressiva e tenace costrizioni delle vie aeree bronchiali dei polmoni. Questa condizione determina un aumento delle difficoltà respiratorie che spesso peggiorano in seguito ad inattività degli alveoli, dal momento che il parenchima polmonare perde la propria elasticità (enfisema). Nell’unità di tempo lo scambio tra ossigeno ed anidride carbonica viene seriamente compromesso. La brevità del respiro causa difficoltà anche a compiere degli sforzi modesti. In alcuni pazienti, la circolazione del sangue nei polmoni viene impedita. Il fumo delle sigarette causa una superflua produzione di muco che diminuisce le naturali difese protettive polmonari nei confronti di una infezione; cosi i fumatori di sigarette- in special modo quelli che sono soggetti ad attacchi di tosse- dimostrano una maggiore predisposizione riguardo alle malattie polmonari. Se si smette di fumare ,gli attacchi di tosse diminuiscono come pure l’espetorazione di muco. I danni al parenchima polmonare ,prodotti da una bronchite cronica o dalla perdita di elasticità degli alveoli polmonari, comunque, sono irreversibili, per cui lo smettere di fumare ha poca influenza sulle difficoltà respiratorie.

 

MALATTIE CARDIACHE E DEL SISTEMA CIRCOLATORIO.

malattie cardiache di un fumatore

In base ai dati ottenuti dagli osservatori e resi pubblici, si hanno buoni motivi per ritenere che le possibilità di morire in seguito ad un attacco cardiaco siano maggiori per i fumatori o per i fumatori di sigarette che per i non fumatori o per i fumatori di pipa o sigari. La possibilità di morire è di due o tre volte maggiore di quella dei giovani non fumatori, ma solo una o una volta e mezza maggiore per gli anziani non fumatori. Le possibilità di morire in seguito a malattie cardiovascolari non sono maggiori di quelle di morire per cancro polmonare e bronchite, ma poichè le malattie cardiache e vascolari si manifestano cosi frequentemente , il numero delle morti premature dovute al fumo delle sigarette è ancora più grande. Studi compiuti su un gran numero di individui (parecchie centinaia di migliaia) hanno dimostrato che i casi di infarto cardiaco non mortale sono più frequenti tra i fumatori di sigarette che tra i non fumatori di pipa e sigari. Il numero dei casi è proporzionale al numero di sigarette fumate. Anche in questo si è potuto osservare l’influenza delloo smettere di fumare. Le probabilità di morire in seguito ad infarto cardiaco diminuiscono progressivamente dopo che si è smesso di fumare; dopo dieci anni queste probabilità sono quasi simili a quelle dei non fumatori.

 

FUMO E GRAVIDANZA.

fumare in gravidanzanon fumare in gravidanza

Il fumo delle sigarette può ritardare la crescita del feto nell’utero. I bambini nati da madri che fuano pesano circa 150 – 250g in meno rispetto a bambini nati da madri non fumatrici. Inoltre le donne che fumano sono soggette a parti prematuri. Queste conclusioni non possono essere spiegate da altri fattori che influenzano il peso del bambino, come ad esempio l’età della madre, la sua statura ,la classe sociale, la sua educazione, il numero dei figli, ecc… Le forti fumatrici partoriscono, con maggiore frequenza, bambini più piccoli delle fumatrici modeste.

Nei primi giorni dopo la nascita un bambino nato da una madre fumatrice ha un aumento di peso che in media corrisponde al peso di un bambino nato da una madre non fumatrice. Il modo in cui il fumo durante una gravidanza ritarda la crescita del feto è ancora sconosciuto.

Va detto ,comunque, che tale ritardo non è prodotto dalle abitudini alimentari della donna durante la gravidanza. In media la donna incinta, sia che fumi o che non fumi aumenta allo stesso modo il peso. Si è stabilito, comunque, che il fumo limita la circolazione del sangue alla placenta ed in questa maniera diminuisce la quantità di nutrimento che il feto riceve.

Oggi non vi è alcun dubbio che il fumare durante la gravidanza ritardi la crescita del bambino non ancora nato. Sebbene vi siano dei fatti contraddittori, ad esempio la possibilità che il fumo aumenti la percentuale di aborto e di bambini morti pochi giorni dopo la nascita, si può affermare che le donne che non fumano durante la gravidanza non solo proteggono la loro salute, ma anche quella del loro bambino non ancora nato.


Lo smettere di fumare ha un influenza positiva su tutti i disturbi a cui si è accennato. E’ ovvio quindi che l’informazione sugli effetti dannosi del fumo dovrebbero essere limitati a questi fatti provati. Coloro che non sono in grado di smettere di fumare o non desiderano farlo, possono diminuire i propri rischi nel modo seguente: fumare un minor numero di sigarette; inalare di meno il fumo; ridurre l’entità di ogni boccata; ridurre il numero delle boccate per ogni sigaretta; tra una boccata e l’altra non tenere la sigaretta tra le labbra; fumare sigarette corte; fumare sigarette a basso contenuto di catrame e nicotina.
Rimedi al giorno d’oggi comunque ne esistono molti ,per questo vi rimando al menù in alto sui capitoli “Smettere di fumare” – “Terapie” ,e inoltre vi raccomanderei molto “Sfogare la voglia di fumo in….”.

Voi cosa ne dite?

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MISURE PREVENTIVE PER SALVAGUARDARE LA SALUTE DAI DANNI DEL FUMO

In Inghilterra le autorità hanno stabilito un numero di regole nel campo della salute che dovrebbero determinare una marcata diminuzione delle malattie correllate al fumo.

Il contenuto del catrame e nicotina in tutti i tipi di sigarette sul mercato deve essere reso pubblico e va fatta pubblica enunciazione sul pacchetto delle possibili conseguenze sulla propria salute, dal momento che le sigarette ,dal momento che le sigarette vengono fumate da milioni di persone. Il governo avrebbe approvato leggi che limitano la quantità massima di catrame e nicotina contenuta nelle sigarette.
Quelle persone che continuano a fumare dovrebbero essere invogliate a smettere,inserendo per esempio, dei biglietti nei pacchetti di sigarette che invitano a fumare di meno; ad inalare meno fumo, a smettere di fumare ogni sigaretta prima della fine, ad aspirare di meno per ciascuna sigaretta, a scegliere tipi di sigarette con più basso contenuto in catrame e nicotina, un passo in più si è fatto con le scritte sul pacchetto riguardante le conseguenze cui si va incontro continuando a fumare.

Bisognerebbe compiere uno studio ufficiale sulle conseguenze economiche del vizio dl fumo e sui vantaggi che si avrebbero limitando il numero delle sigarette.

prevenzione fumare
Un mezzo molto valido e dissuadente è realizzando una campagna di pubblica informazione sui rischi della salute prodotti dal fumo , il governo sosterrà tale programma utilizzando tutti i mezzi di comunicazione di massa.
Ma ancora più importante e fondamentale è la prevenzione: convincere i ragazzi a non iniziare a fumare. Purtroppo si può constatare che l’impresa è tutt’altro che facile, dati statistici dicono che il numero aumenta sensibilmente anno dopo anno ,con grande stupore che la maggioranza è femminile. Una strada per far diminuire questi numeri è mettere a disposizione mezzi sempre migliori e dissuadenti per educare i bambini fin da età molto giovane ai pericoli del fumo. Gli insegnanti dovrebbero essere di esempio rispetto ai loro allievi. Vendita vietata a ragazzi. Una mossa molto buona è quella del vietare il fumo all’interno di edifici o automezzi.
Assicurazioni sulla vita migliori per i non fumatori e depenalizzare i fumatori. Metodi efficaci per i fumatori più incalliti che vogliono smettere, all’inizio svolgersi in istituti di ricerca e successivamente in cliniche antifumo. L’educazione e l’informazione sono le strade migliori per una prevenzione efficace e valida.