FUMO PASSIVO: E’ PIU’ GRAVE DI QUEL CHE SI PENSA, UN ESEMPIO E’ LA CONDANNA DA PARTE DELLA CASSAZIONE ALLA RAI.



Tutti noi sappiamo quanto sia grave il fumo passivo. Dopo l’inasprimento delle leggi nei confronti dei fumatori arriva anche l’avvertimento della cassazione, le leggi devono essere applicate alla lettera e messe in pratica con le multe.

Molte purtroppo le persone che subiscono il fumo passivo, con conseguenze sulla salute ,i primi a subirne i bambini.

fumo passivo bambini

Molto spesso se si identifica un trasgressore ,questo viene semplicemente redarguito verbalmente ,basti andare a vedere per esempio il posto di lavoro, classico ambiente dove si imperversa con la sigaretta.

Però stavolta le cose sono un po’ cambiate e a farne le spese per dare l’esempio è nientemeno che la Rai. Si diceva infatti che cartelli ,circolari ecc… non bastano più, l’ordine tassativo è “far rispettare la legge”. E quindi l’ordine arriva dalla Corte di Cassazione nei confronti appunto della rete pubblica.

 

Trattasi di una causa da parte di una giornalista ,ex conduttrice del TG3, l’azienda è stata riconosciuta “manchevole” di non aver preso provvedimenti contro i suoi dipendenti, rei di non aver rispettato le leggi di non fumare nei locali di lavoro, e quindi di aver sottoposto i propri colleghi al fumo delle sigarette.

I giudici della sezione della Corte hanno confermato la condanna, e quindi la Rai dovrà risarcire la giornalista in questione di 32 mila euro oltre agli interessi per danni morali e ambientali del fumo passivo.

Immediato logicamente il ricorso dell’azienda di Viale Mazzini che ha sempre ribadito e dichiarato di aver fatto di tutto per far rispettare il regolamento contro il fumo, ma a quanto sembra secondo la Corte l’operato della TV pubblica non è bastato a fermare i fumatori più incalliti, che hanno causato il fumo passivo a danno dei non fumatori, a detta dei giudici si doveva intervenire con sanzioni quindi un approccio repressivo e non persuasivo come si era scelto.

 

smettere di fumare fumo passivo

L’ambiente nocivo che si va a creare con il fumo passivo è estremamente e gravemente tossico per chi non fuma ,è semplicemente questa la ragione per cui la Corte di Cassazione interviene a pugno duro sui trasgressori e in questo caso chi è responsabile dell’ambiente in essere. Oramai gli avvisi e le direttive fatte in modo “amichevole” non bastano più.

 

Ma a questo punto viene logico fare una riflessione su quanto accaduto, ed è logico che sono molto contrastanti, riguardo? Beh da chi fuma e da chi non fuma.

 

Partiamo dai primi, non si può vietare nell’arco delle otto ore lavorative di fumarsi una sigaretta in santa pace, anche perché dobbiamo ricordarci che si la multa se la prende l’azienda, ma se nel caso si riesce di beccare sul fatto il fumatore, la multa non gliela toglie nessuno. Fumiamoci la sigaretta ….dove? in luoghi accuratamente addibiti alla pausa sigaretta. Parliamo dei secondi? I non fumatori, beh loro saranno in santa pace se non ci saranno sigarette accese in giro, altri commenti sono superflui.